venerdì 22 maggio 2015

domenica 10 maggio 2015

40 anni e sentirli tutti!!!

E' l'anno dei 40 e, ben prima della fatidica data di settembre, il ciclone comincia ad avvicinarsi a grandi passi. Piccoli grandi segni mi stanno facendo capire in questo periodo che sto invecchiando...
Inutile cercare di resistere, meglio approfittare di alcune consapevolezze.
Ecco i principali segnali:

- comincio a pensare di poter ordinare una birra media e berlmela tutta da sola
- soffro un po' all'idea di una buona cena senza un bicchiere di vino
- se salto la mia lezione settimanale di pilates me ne pento amaramente...
- cominciano a piacermi gusti che ho sempre considerato appannaggio degli adulti, come il tartufo
- comincio a potermi permettere di acquistare al ristorante un piatto con il tarfufo
- preferisco le giornate fresche e ho capito che non mi piace il caldo
- la  giornata uggiosa non mi mette più di pessimo umore
- ho capito dopo tanti anni che preferisco andare in montagna piuttosto che al mare
- il mare mi annoia
- cominciano ad annoirami anche i pomeriggi ai giardinetti
- non è mai troppo tardi per cominciare a suonare uno strumento
- ho rinunciato per sempre all'idea un terzo figlio
- ho rinunciato per sempre all'idea della seconda laurea
- ho capito che probabilmente non farò mai carriera sul lavoro
- ho deciso che è ora di cominciare a spendere sti due soldi che ho sul conto, a mettere sti vestiti che ho nell'armadio, a cercare di vivere in una casa che mia piaccia davvero,  a prendere e pretendere i miei spazia e non farmi scappare nessuna possibilità per stare bene. 
Vediamo cosa riusciro' a combinare!!!

mercoledì 11 febbraio 2015

Giornata tipo...tipo di merda / 2

Lunedì 9 febbraio
la mia vera giornata comincia alle 16 meno 2 minuti: sto per passare il badge per uscire dall'ufficio, QUANDO...

mi chiamano dalla scuola materna per avvertire che un bimbo (non si può dire l'identità ma sappiamo tutti chi è) ha pestato un dito a Lea: è uscito tanto sangue, non sembra rotto, la bimba è tranquilla e vuole uscire con la nonna della sua amichetta, come da programma.
Decido di non avvertire mio marito, per evitare un ribaltamento subitaneo dell'edificio scolastico, e in 9 minuti mi scapicollo in bici verso il mio obiettivo: la "lezione aperta" della IIB su un progetto non mi ricordo quale tenuto dalla maestra di religione.
Parliamone:
- mia figlia non fa religione: perchè c'è una lezione aperta organizzata dalla maestra di religione a cui devo partecipare?
- ho tentato di disdire, facendo presente che alle 17 cominciano le prove dell'orchestra. Risposta delle maestre: è un progetto basato sull'inclusione e l'assenza sarebbe quanto mai sospetta... Ringrazio le maestre e faccio sapere che in qualche modo ci sarò
- arrivo in ritardo ma non troppo (colpa della materna) e constato subito che sono presenti TUTTI i genitori. Tutti hanno capito che quando si parla di inclusione bisogna esserci...
- la lezione aperta è una specie di recita (a metà anno????) in cui ogni bambino ha un ruolo (partecipazione) e in cui tutti hanno dato il loro contributo per il risultato finale (inclusione). Risultato: un misto tra emozione e sconcerto.
- dobbiamo correre a orchestra, ma veniamo bloccate per fare il disegno della nostra mano da appendere sull'albero dell'amicizia.
Fatto... tentiamo di uscire: la mano deve essere colorata.
Fatto... tentiamo di mettere la giacca: dentro la mano dobbiamo scrivere una parola... me ne viene una sulla punta della lingua, ma alla fine scrivo "buon umore", più come mònito per me stessa che come augurio per i bimbi.

Schizziamo a orchestra con papà autista, facciamo le prove con lo stato d'animo di chi forse dovrebbe essere al pronto soccorso con l'altra figlia, recuperiamo Lea dalla sua amichetta (il dito non sembra poi così male), ci invitano a cena e finalmente comincio a rilassarmi. 
GROSSO ERRORE. In un barlume di lucidità mi dico che avrei dovuto fare qualcosa che in quel momento non mi viene in mente...
Lo scopriamo il mattino dopo, quando uscendo di casa Lea mi informa che il giorno prima a scuola era senza il sacco nanna. AHHHHHHHHHH... ci siamo dimenticate lenzuolo e copertina e la bimba avrà dormito all'adiaccio sotto il gelo invernale, oppure qualcuno le avrà prestato ua coperta così dovremmo ricominciare da capo con la storia dei pidocchi.


Prepariamo il sacco nanna, lo consegnamo con un giorno di ritardo, incrocio una mamma che mi dice: pensa che noi abbiamo dimenticato di cambiare l'asciugamano!
Mi si spegne il sorriso:
L'asciugamano...

L'asciugamano...
L'asciugamano...
NON ce la posssiamo fare!

lunedì 9 febbraio 2015

il pongo nel cervello / 3

Riassunto delle puntate precedenti...
Il pongo nel cervello è quella sensazione che provano tutti i genitori quando sono chiamati a decidere per il bene dei figli in situazioni più grandi di loro, come ad esempio le VACCINAZIONI. Favorevoli o contrari, il punto è che non esiste una voce univoca, autorevole e condivisibile a cui potersi aggrappare per decidere qualcosa di sensato.
Dopo tutte le elecubrazioni mentali degli anni scorsi, pensavo di essere arrivata a una certezza familiare: NOI SIAMO CONTRO I VACCINI.
Fino a quando... 
fino a quando cominciano a comparire sui giornali articoli spiazzanti tipo "allarme vaccini / 3.000 vaccinazioni in meno del previsto / crollo delle vaccinazioni ai bambini / "
Mio marito è tornato alla carica con il vaccino sul morbillo...
ma non eravamo contrari? La tesi è che non serve il vaccino se tutti gli altri bambini sono vaccinati, ma ora che il numero medio vacilla forse dobbiamo correre ai ripari. 
Vacillano anche le mie sicurezze familiari:
arriveremo ad acquistare una auto nuova solo perchè tutti la comprano usata e fanno crollare il mercato? ma il senso è cosa conviene fare o cosa ci sembra giusto in assoluto?
Finiremo per comprare le mele rosso brillante al supermercato perchè non andranno più di moda e compreremo vestiti nuovi alle bambine perchè il giro dell'usato avrà prezzi stellari.
Il pongo nel cervello non avrà confini...

Ostruzionismo ai vaccini con la frequentazione della comunità cinese!

 




 

venerdì 9 gennaio 2015

reves en lumiere

i nostri primi pensieri per il nuovo anno sono scaturiti dalla neve...

bianco

impronte di sci
luci di notte
divertimento
bellezza

bosco d'inverno

calore
caparbietà
magia del fuoco





tutte le foto della nostre vacanze di natale a Lillaz.















mercoledì 7 gennaio 2015

Il 2014 raccontato alle mie figlie

Come arriva in fretta il momento del post annuale riassuntivo...
Il 2014 si è distinto per essere stato un vero anno di "m...", confidiamo nel 2015 per dare una svolta significativa alla sfiga. Dopo mesi di patimenti, abbiamo salutato nonna Lena a settembre tra sollievi e pianti. Da questo momento abbiamo cercato di sdoganare in famiglia il tabù della morte, parlandone come il fatto naturale che è e cercando di far passare l'idea di una naturale conseguenza della vita, un po' per convincere le bimbe e un po' per convincere noi stessi. Nonno Giando sembra reggere bene e comincia a muoversi un po' di più da Ospedaletti, venendo ogni tanto a Torino a fare il nonno a tempo pieno. 

Dell'inizio anno ricordo solo una fastidiosissima doppia otite acuta che mi ha bloccata a casa per un mese e mezzo tra febbraio e marzo, cancellando ogni velleità di settimana bianca familiare. Meno male che ha tenuto botta il festival di Sanremo, con la partecipazione di nostri amici Pertubazione, che ha riavvivato le mie ore davanti alla tv e i miei ricordi di ragazzina. 

Passiamo in rapida rassegna le vacanze estive, con una esperienza di campeggio in Croazia che ci ha fatto capire una cosa fondamentale: forse a noi non piace il campggio, o almeno non siamo pronti ad affrontarlo tutti gli anni. Cercheremo di organizzarci meglio prossimamente... Vacanze lunghe in compenso: tra permessi, ferie e maternità sono stata a casa con le bimbe da metà luglio a inizio settembre, e intendo ripetere questa bella esperienza per tutti i miei prossimi anni di lavoro! 


Passiamo alla nostra routine: Davide è sempre più lanciato verso la sua carriera di ufficiale di anagrafe e io sempre più motivata a spendere sempre meno energie per il lavoro; ho cambiato mansioni, sperimentando turni e programmazione dello sportello Informagiovani, fatto che mi permette sperimentare turni al pubblico, non accumulare ritardo per la pausa pranzo e limitare le mie inferenze su altri progetti. Piacevole sul momento, poco stimolante in prospettiva ma efficace per l'organizzazione della routine quotidiana. Non ho più voglia di fare le corse al mattino, di non avere 5 minuti per parlare con le maestre di scuola e di sentirmi in colpa perchè non riesco a prendere le mie figlie alle 16 come tutte le mie amiche... Riusciamo comunque a organizzarci per il post-scuola: il lunedì manteniamo l'orchestra, che vede l'ingresso di papà Davide come trombettista e di un sacco di nostri amichetti e genitori che vogliono provare l'ebrezza dello strumento.  La giornata clou di quet'anno è il venerdì, quando succede qualsiasi cosa: io mio sono appassionata al violoncello e mi sono regalata un corso privato, tanto per dimostrare a me stessa che a 40 anni posso dedicarmi del tempo e dei soldi, e le bimbe hanno cominciato danza classica alla palestra Guastalla... vediamo! 

Qualche novità sul fronte casa: indecisi tra ristrutturare casa e comprarne una nuova, abbiamo sospeso il giudizio perchè Cristina ha messo in vendita la casa di Ospedaletti e vediamo cosa ne viene fuori.... Nel frattempo ci siamo attivati sul fronte Lillaz: per evitare la vendita dell'appartamento in montagna, abbiamo fatto alcune migliorie ed è partita la campagna affitto ad amici e conoscenti, con ottimo successo iniziale. 

Il 2014 è stato un anno strano dal punto di vista metereologico: una estate assente e un inverno caldo. Siamo allo sbando e non solo dal punto di vista del meteo. Mondiali, elezioni europee, fatti di cronaca, siuazione in medio oriente... tutto è passato in modo abbastanza anonimo e non c'è nulla che mi abbia emozionato più di tanto o in cui riesco a intravedere una svolta significativa. Speriamo nel futuro! E' brutto da dire e da pensare, ma in questo momento preferisco concentrami sull'entusiasmo di Lea per il suo lettino nuovo e sugli occhi sognanti di Mia davanti al balletto dello Schiaccianoci. 



venerdì 19 dicembre 2014

Autonomia VS Chiccheria

Alla scuola materna di Lea mi hanno chiesto di cambiare la borsa di tela che usiamo per contenere l'occorrente per la nanna: è troppo piccola e, nell'ottica dell'autonomia dei bimbi, non è funzionale. Lea da sola non riesce a stipare dentro coperta e lenzuolo... meglio una più grande.

Ma la nostra borsa è di Harrods! 
Scelta appositamente all'interno del nostro parco borse per design (gagnetti con fiocco in testa) colore (blu notte) modello (niente volgare tracolla). 
Dovrei cambiarla con cosa? Quella del Carrefour per la spesa mensile???!!! 
Piuttosto cambiamo la coperta.... 

Contemporary Art ospita i lavori sulla carta a Palazzo Madama
Festa di Natale 2014