sabato 15 gennaio 2022

Il 2021 raccontato alle mie figlie

Mi mancano i miei cappotti…

di tutte le cose ancora nel magazzino del traslocatore, quello che mi manca di più in questo inverno straordinariamente caldo e senza neve sono i miei cappotti di mezza stagione.

Pensando di traslocare nella nuova casa a dicembre, prima di Natale, ho preso per noi un unico piumino invernale a testa, sicura di trovare il resto negli scatoloni da aprire prima di Capodanno. Mai fidarsi dell'impresario e dei contrattempi… Ma un po' me lo sentivo. Questo Natale nella casa di mezzo stava arrivando come un appuntamento ovvio, naturale. Quasi voluto. Si perché nella casa di mezzo ci stiamo proprio bene, e vuoi non farci Natale? Ormai a festeggiare la vigilia siamo solo più in 8, e giusto 8 sedie abbiamo a disposizione.

La casa di mezzo è il nostro bilocale nel social housing di Porta Palazzo, che abbiamo affittato per gestire la transizione dalla casa vecchia a quella nuova. Da un po' di tempo eravamo in cerca di una sistemazione, un po' per necessità e un po' per dare sfogo alla nostra smania di cambiamento. Se non ora quando… dopo diverse disavventure immobiliari, individuiamo l'appartamento giusto, anche se è da ristrutturare, ma ormai abbiamo capito che è l'unica possibilità perché quelli nuovi costano troppo, quelli che costano meno sono lontani dal centro, quelli con il palazzo bello sono brutti dentro e viceversa, se vuoi la vista tieni anche l'ascensore piccolo, se vuoi il salone doppio non hai la vasca idromassaggio. Individuato, acquistato e progettato il nuovo appartamento, non ci è rimasto altro da fare che lasciarci coccolare dalla nuova vita nel nuovo quartiere: la confusione e i colori del mercato di giorno, il silenzio e le luci della sera, la comodità di uscire sempre a piedi per il lavoro e per il cinema, gli spazi comuni della casa, il terrazzo enorme in cui stendo solo io, la tessera per aprire la porta. Tutto bello, tranne i miei cappotti… eppure non c'è nulla che mi abbia dato più soddisfazione in questo trasloco come la necessità di fare una scelta tra abiti e oggetti necessari, arrivando alla consapevolezza che poche cose ma buone fanno la felicità e rendono efficiente la giornata. 


Il problema delle tazze, altro elemento che da un senso alla mia routine, l' ho brillantemente risolto regalandomi per Natale una fantastica tazza di Tiger rossa con i cristalli di neve, che potrò usare ancora almeno fino a febbraio prossimo. Ed eccoci quindi ai regali di Natale, che raccontano molto della nostra situazione: per Mia un nuovo telefono e per Lea una SIM per usare il vecchio cellulare della sorella. Non si può cominciare il liceo senza un nuovo cellulare e non si può cominciare la prima media senza un cellulare.


E qui arriviamo alla vera svolta dell'anno, altro che casa… Mia ha cominciato il liceo scientifico, dopo essere stata a lungo convinta del classico. E poi si è fatta convincere da quella fessa di Norma, e noi con lei, da questa scuola che sembra un college americano, con gli armadietti, le materie in lingua, l'educatrice, il curriculum opzionale, la mensa buona, il cineforum e il poke proprio dall'altra parte della strada. Scelta facile? Di sicuro un mondo a parte, esigente e professionale, dove esistono però i rapporti umani decenti e le attività quelle belle. L'alternativa era chiudersi in casa dalle due alle otto per fare la versione di greco. Vedremo con il tempo cosa entra e cosa esce dalle finestre della scuola in centro, ma intanto tornare tutti i giorni a casa a piedi tra le luci d'artista del quadrilatero romano ha già i suoi pregi. 

Lea invece alle prese con la prima media…. Che ridere! Eppure è più pronta di quanto pensassimo: i suoi schemi, il suo diario, i suoi libri, le videochat con le amiche, le attività dopo scuola, i pranzi con gli ex compagni, la costanza militaresca con cui si prepara al mattino. Una scuola media che non ha molti lati positivi se non quello di essere nella sezione F… la sezione inesistente, che non è né la A né la B, con professori improvvisati e compagni meravigliosi. Non la porteranno ad amare nessuna materia, così impegnati ognuno a insegnare arte egizia insieme alle invasioni barbariche e alle proprietà del legno in torsione, ma imparerà a cavarsela da sola e forse a scegliere cosa vorrà fare da grande. Sara la sua amichetta è finita in un'altra sezione, ma si vedono sempre. Abbiamo anche fatto un viaggio insieme in Puglia quest'estate, perché non ci siamo fatti mancare tre settimane di vacanza tra un atto di vendita e un trasloco. 


Dal punto di vista sanitario, siamo sempre in mezzo al Covid, tra una nuova ondata di contagi, Smart working, vaccini inutili e mascherine fashion. Ma non è certo il Covid che ricorderei di questo 2021, che ci infastidire un pochino ma non ha cambiato le nostre abitudini di vita. Sono anche diventata si vax pur di tornare a sedermi in un cinema. 

Quello che piuttosto ricorderò del 2021 sarà il mio papà, che dopo tante avventure di ha lasciato a novembre. Gli ultimi sono stati mesi strani, sospesi nello spazio neutro dell'hospice dove ha imparato a mangiare di nuovo, a muovere le gambe, a sognare e a parlare con me. Questo tempo fuori dalla routine gli ha dato l'occasione di annoiarsi come mai e di capire che doveva mettere ordine nella sua testa prima di andarsene. E ha messo a posto proprio tutto, riuscendo anche a salutarci proprio nell'unico momento in cui io e mia sorella eravamo insieme nella stessa stanza con lui. E ora non c'è più nessuno sopra di noi: non ci sono nonni, non ci sono genitori, giusto un paio di zie a ricordarci chi siamo e fratelli e sorelle vicini e lontani a cui mandare gli auguri di Natale. E tanti amici, che diventano sempre di più la nostra famiglia allargata, anche se ogni tanto abbiamo bisogno dei nostri momenti per stare da soli solo noi 4. Forse ci rilassiamo troppo davanti a Netflix, litighiamo per chi deve pulire il bagno o per i troppi momenti sprecati davanti al telefono. Ma alla fine, quali sono veramente i nostri problemi? Gli infissi che arriveranno due settimane in ritardo, la nota della prof perché abbiamo dimenticato la temperatura sul diario, il governo che ha di nuovo cambiato la normativa per la cessione del credito, la macchina che forse e' da cambiare. Nessuna guerra civile in vista, nonostante la pandemia, nessun divorzio, nessun problema economico, nessun problema di salute, niente di niente. Quel medio benessere che ammazza gli ideali e crea una meravigliosa sensazione di appagamento. Sento che riusciremo ad affrontare un nuovo anno altrettanto gravoso.

Mi sono accorta ora che ho dimenticato il cane. Baldo ci ha lasciato a luglio dopo 17 anni di assidua presenza. Forse la dimenticanza è voluta. 


Una volta parlavo anche di politica. Ora ho fatto l'abbonamento a Internazionale e credo che basti e avanzi. Quando comincerò a comprare in edicola "Le leggende nordiche" a puntate, sarà l'inizio della fine. 


martedì 29 maggio 2018

Il Paradiso dei cuori

Si chiama così - il Paradiso dei Cuori - la spiaggia scelta come location per la festa definitiva delle scuole elementari, classe VB. Uno piccolo Paradiso nel parco del Meisino per ritrovarci con tutte le famiglie, condividere un lauto buffet e assistere al saggio di canto! 
Ottima giornata, ottimo meteo, ottimo cibo, ottima compagnia, ottime maestre, ottima classe!
Un ringraziamento speciale al signor Mario che tutti i giorni tiene la spiaggia pulita.










Piccole violiniste crescono








sabato 18 novembre 2017

Compleanno d'artista!

Per i 10 anni di Mia abbiamo prenotato un giro sul bus turistico per fare il percorso delle Luci d'artista, primo appuntamento della stagione che parte proprio a inizio a novembre per continuare per tutto il periodo di Natale. 
Programma:
h 16, merenda da Ingrosso Minuto con cheese cake o altri dolci a scelta
Video compleanno Mia
h 17,30 giro turistico con partenza da Piazza Castello.







Sette anni in Tibet

I 7 anni di LEA festeggiati sul ponte tibetano!


Giornata al Parco Avventura 3 Querce di Pino Torinese, con pic nic e percorso sugli alberi per tutti i 6enni, con fratelli e sorelle maggiori e alcuni adulti di supporto. 




E per festeggiare nel giorno del compleanno, buchi alle orecchie insieme a mamma e all'amichetta Sara.

lunedì 6 novembre 2017

Noi, la famiglia dello Zoo di Berlino


Abbiamo risolto con una settimana a Berlino la nostra astinenza forzata di vacanza, a causa dei lavori di ristrutturazione casa.... Ma la capitale tedesca ci ha dato un sacco di impreviste soddisfazioni.

Ecco la nostra Top Five:

1) le testimonianze del muro: la East Side Gallery, ma più ancora Bernauer Strasse con la torre di vedetta ancora in piedi, il tunnel sotterraneo, il vicino Mauer Park con il mercatino delle pulci della domenica


2) il Parco di Sansouci, con le vigne terrazzate, i palazzi disseminati nel parco, le stanze intime e quelle di rappresentanza, i chioschi che non ti aspetti


3) la cupola del Parlamento: il migliore panorama di Berlino, visitabile gratuitamente con una ottima audioguida in italiano, dove si respira un po' di grandeur tedesca. Opera architettonica da paura, con la cupola di vetro di Norman Foster all'interno dell'austero edificio storico


4) lo spazio di fianco alla porta di Brandeburgo, con l'installazione a ricordo delle vittime dell'olocausto; e lo spazio intorno alla porta, che ancora non si riesce a immaginare con il muro che la divide dal parlamento, separando i poteri e limitando lo sguardo


5) il nostro quartiere: Zoologicher Garten, la fermata della metropolitana a Wittenberg Platz. Un giro allo Zoo, un po' di shopping al KaDeWe, un po' di relax al Monky's bar e un po' di arte alla galleria Camera Work (grazie ai consigli di Walter)

 


mercoledì 25 ottobre 2017

Lea. Sala prove.

Dopo la sala parto, la sala prove.
Le urla sono simili, ma questa volta è Lea che si cimenta con il suo nuovo passatempo: la composizione musicale!
Colpa anche di papà Davide, che per tentare di passare indenne la crisi dei 40, ha rispolverato la sua chitarra da adolescente, lasciandola libera per casa e facile preda di chi passa da lì per caso e sente una irrefrenabile voglia di mettersi a suonare...


Lea. Canzone punk

Lea. Canzone rock

Lea. Canzone triste

martedì 8 agosto 2017

Reportage di un atto di amore

Sabato 22 luglio 2017: la data deve essere ricordata negli annali della storia, perché si è compiuto un epocale atto di amore genitoriale. Abbiamo portato le bimbe al concerto di Francesco Gabbani. 


Qualche attenuante: 
1) il concerto era gratuito
2) l'evento era previsto al pomeriggio, anti narcolessia
3) la location era in alta quota, perfetta per una gita in giornata in un posto ancora non visitato (Les Druges di saint Marcel)

Dopo il successo a Sanremo, la canzone Occidentali's Karma è diventata la colonna sonora della scuola estiva, con tanto di balletto associato a ogni strofa. E comunque, prima della decisione finale, le bimbe sono state sottoposte al test di conoscenza delle canzoni e lo hanno passato con la sufficienza, dimostrando di saper canticchiare almeno altri tre ritornelli, oltre al tormentone dell'estate. Inoltre a noi genitori è sembrato un buon compresso, per evitare altre richieste su cantanti improponibili; almeno questo Gabbani è anche un autore affermato e le parodie di alcune sue canzoni sono veramente divertenti. E poi, la gratitudine eterna delle proprie figlie per tutta l'estate non ha prezzo. 
Quindi: decisione presa, zaino con cioccolata e salame in spalla, ombrello e cappellini in caso di sole o pioggia... e si parte!

Come noi, altre tremila persone hanno pensato di partecipare allo stesso evento!
Nulla di drammatico, anche grazie alla splendida organizzazione valdostana, con tanto di navette gratuite per la salita e punto ristoro con grigliata. Il pubblico era composito: famiglie con bambini, anche piccolissimi, ragazzini che si portavano dietro la 
birra nel bicchiere di plastica dall'inizio della salita, amiche agé che non si perdono un concerto in valle per movimentare l'estate. 

E poi c'eravamo anche noi: imperturbabili al fascino Gabbani, posizionati con ottima visuale sul retro del palco per evitare la calca, schiacciamo un pisolino nell'attesa del concerto. Ma l'evento si avvicina e sale la tensione da stadio. Non riusciamo a rimanere immuni al fascino del concerto e compiamo atti imprevisti, degni di un gruppo di teenager fuori dall'hotel di Simon Le Bon. 

Intravedo ragazzini che tornano con degli autografi in mano; rapisco le mie figlie, con la scusa di una passeggiata, e mi avvio controcorrente verso una casetta isolata da cui tornano bambine felici con le braccia segnate da una firma. Poliziotti, giornalisti, personale di staff tutti introno alla casa del margaro, dove all'interno si nasconde la star prima del concerto.
Ma siamo arrivate tardi, niente più autografi; forse alla fine del concerto, e solo ai bambini (non c'era bisogno di precisarlo...). Decidiamo di aspettare l'uscita del cantante, che deve fare un percorso obbligato per raggiungere il palco in mezzo al prato. 

Troppa gente: lo trasportano con un camioncino. Ma lo vediamo passare mentre regala sorrisi e fa cenno con la mano come la Regina Elisabetta. 

Alla fine il concerto inizia veramente. Pensavo che lo spettacolo fosse tutto nei preparativi, nella folla che segue le voci su dove si trova il cantante, quando uscirà, con quanto ritardo inizierà a cantare, con quale canzone... E tra il pubblico cominciano a comparire i peluche a forma di scimmia, le prime file si alzano, i musicisti prendono posto e finalmente si com


incia a cantare, tutti insieme, come a un concerto di De Gregori.
E poi succede l'inevitabile... comincio a ballare. 




venerdì 3 marzo 2017

La hostess e l'infermiera

Tra le professioni che le nostre figlie vogliono da fare da grandi, in questo momento in pole position abbiamo improbabili mansioni che vanno dall'archeobotanica alla danza classica, fino allo chef a 5 stelle.
Sappiamo tutti che finiranno a fare ben altri lavori...


Lea, dopo aver penato 5 o 6 al liceo linguistico, accompagnerà un giorno una sua amica a una fiera del lavoro per lasciare il CV come animatrice per la stagione estiva; capirà improvvisamente di poter mettere a frutto un mix di lentiggini e ripetizioni di inglese per  accedere a una selezione da hostess . Dopo due settimane di due settimana di corso di formazione a Milano, si imbarcherà per sempre sulla rotta Malpensa - Tallin. Un giorno tornerà a casa ammettendo di aspettare un figlio da un copilota della Ryanair.


Mia, dopo aver preso la specializzazione in medicina molecolare, affronterà rassegnata la crisi del mondo del lavoro e accetterà un posto da infermiera, per il quale sarà troppo qualificata e sottopagata. Sopporterà di fare il turno festivo al posto delle colleghe perché è buona d'animo e perché vuole diventare capo sala. Ci telefonerà la notte di Capodanno dal prontosoccorso, dove sta facendo il turno di notte, e ci farà gli auguri in coro insieme alla sua amica del cuore e al nuovo barellista che le piace tanto (e che le sarà soffiato dall'amica del cuore entro Carnevale).

Analizzando l'attuale percorso formativo e le competenze trasversali acquisite durante le attività extrascolstiche, se dovessero oggi incarnare una professione possiamo ipotizzare una verosimile collocazione nel mercato del lavoro.

Lea sarebbe una perfetta estetista: da quando abbiamo visto insieme tutte e sei le stagioni di Downton Abbey, si è risvegliato in lei lo spirito della cameriera personale. Quando faccio il bagno mi riempie la vasca di schiuma, mi massaggia da capo a piedi con la spugna e il sapone, mi fa shampo balsamo e risciacquo e mi aiuta a spalmare la crema. Ma l'apice è la ceretta: quando tiro fuori rullo e strisce le brilla l'occhio come succede solo alle estetiste sadiche. Sa di poterti fare del male e sa che sarà perdonata per questo. Lo sguardo non mente.

Mia sarebbe una perfetta scienziata, non importa di cosa: fossili, piante, atomi o buchi neri... Non è la materia che interessa in questo momento, quanto l'atteggiamento da genio incompreso che un giorno darà il suo nome a una nuova legge fisica. Il disordine non le manca, ma con metodo. Scrive storie di fantasia, non si stacca da un libro finchè non l'ha finito, le piace l'opera e costruisce con la carta qualsiasi tipo di oggetto. Si alza tardi al mattino, non fa mai i compiti perché sa già la lezione, non trova mai quello che ha messo a posto il giorno prima e dimentica sistematicamente il contenitore della merenda a scuola. E poi, un paio di volte a stagione, viene colta dal momento del metodo: tira fuori dall'armadio tutti i vestiti (tesi) li rimescola nella stanza (antitesi) e li ripone con una nuova collocazione (sintesi).

Faremo loro sapere.....

lunedì 20 febbraio 2017

Mia&Us



Il nostro menàge familiare è completamente in balia della figlia maggiore che ha preso le redini della casa attaccando regole e avvisi per indicare il comportamento consono da tenere in ogni stanza.  


Un po' è colpa mia, anzi di S.O.S. Tata... 
Tanto tempo fa - quando volevamo sentirci genitori appagati sulla retta via - abbiamo seguito il boom del programma salva famiglie, nel quale in ogni puntata una tata dimora per una settimana in casa di qualche malcapitato per dettare leggi di buona convivenza. E tata Lucia un giorno ha lanciato l'illuminate idea delle regole condivise: banali indicazioni di buon senso, da scrivere tutti insieme su un bel cartellone da attaccare al frigorifero, in modo da averle sempre a portata di mano in caso di controversie.


Ma le regole funzionano se in famiglia hai delle serpi al posto dei figli, piccole belve che saltano sul divano, camminano sul tavolo, giocano con il dentifricio come se fosse pongo e usano il ferro da stiro per riciclare i fogli di carta spiegazzati.
Il problema nasce quando per figlia ti è toccata in sorte la tipologia "bambina saggia", quella che è più matura di te già dalla scuola elementare, predilige la lettura ai giochi di gruppo, si rallegra del variare del tempo guardando fuori dalla finestra, loda la vita di campagna, conta in modo autistico e apparecchia la tavola come la sera di Natale a Downton Abbey. 

Questo è il risultato: una serrata cartellonistica che segue le tue mosse in ogni stanza, dal comportamento a tavola fino al modo in cui lavare i denti... Giusto stasera, proprio mentre sto scrivendo questo post, mi ha ricordato che sia io che papà dovremmo usare meno luce, così spendiamo meno...
Insomma, siamo stati presi in ostaggio! Siamo disposti a pagare per avere Tata Lucia qualche giorno ospite da noi, per farle vedere da vicino i danni dei suoi preziosi insegnamenti. 









mercoledì 25 gennaio 2017

Nessuno è perfetto

Da quando la nostra piscina di fiducia ha introdotto nuovi strumenti per il risparmio energetico, le mamme che accompagnano i bimbi in piscina sono entrate nel panico per il diabolico funzionamento di docce e phon. Per poter accedere allo scroscio d'acqua e al vento asciugacapelli temporizzato, bisogna usare un infernale mazzetto di ticket di plastica, che viene introdotto&mangiato da una macchinetta obliteratrice. 
Il meccanismo è chiaro: 
individuare la doccia libera, obliterare il biglietto, digitare il numero corrispondente, farsi trovare dopo pochi secondi sotto il getto d'acqua giusto, comprare una confezione di shampo&balsamo per ridurre i tempi, uscire ancora saponati dalla doccia e rubare gli ultimi schizzi al bambino di fianco (mentre la sua mamma sta già andando a prenotare il phon). 
A tutto ci si abitua, basta un po' di pratica. 

Ma con l'inizio del 2017, i buoni propositi dell'anno nuovo hanno riversato nuove coppie di genitori e figli in piscina, preoccupati di arrivare preparati alla prova costume. Ed ecco aggirarsi negli spogliatoi la fantomatica custode, che spiega a mamme inesperte e preoccupate il meccanismo infernale della macchinetta. Vista la fiducia con cui ormai io e mia figlia utilizziamo lo strumento, siamo state additate come modello di funzionamento: la custode, con stuolo di mamme al seguito, ha inscenato una lezione di lavaggio e asciugatura seguendo le nostre gesta, mentre io con i capelli insaponati e l'accappatoio sgualcito speravo che non ci fosse una telecamera nascosta per la registrazione del tutorial. Ma un brivido nel frattempo mi ha percorso... quando è stata l'ultima volta che qualcuno mi ha additata come la mamma perfetta, quella che ha capito subito tutto e che non si spaventa davanti alla tecnologia????

E' durato un attimo: tempo di passare all'asciugatura e anche io ho ricevuto la mia "doccia fredda" quando la custode mi ha fatto notare che avevo fatto degli errori.... Errori??????
La mia aria di superiorità è stata subito spazzata via dal getto del phon; mi sono ritirata nel calduccio dell'asciugamano, riponendo mestamente il costume bagnato nell'apposito contenitore. 
Gli errori, nell'ordine:
- ho messo la bimba sotto il phon senza averle tamponato i capelli
- non ho portato l'asciugamano piccolo per tamponare i capelli
- ho dovuto usare due tacche del biglietto di plastica per accedere a un'altra sessione di phon, visto che i capelli erano ancora bagnati, perche non li avevo tamponati,  perchè non avevo l'asciugamano, che al mercato al mercato mio padre comprò...
- non abbiamo controllato l'asciugatura delle orecchie
- abbiamo spalmato la crema idratante DOPO la fine del getto del phon
- i collant non salgono perché le gambe sono ancora pregne di crema, perché la bimba non si è asciugata abbastanza, perché non l'ho messa sotto il getto del phon, che al mercato mio padre comprò...

Delusissima dalla piega che avevano preso gli eventi, finiamo di vestirci e usciamo nell'atrio ancora spettinate e con filo di umido dentro le orecchie che fa presagire l'otite. Ma nel momento più buio, quando ogni speranza sembra perduta, ci viene incontro la soluzione, il miracolo, l'elemento inaspettato che risolleva la situazione: dalla borsa spunta il paraorecchie!!! A forma di elfi di Natale, ma pur sempre un ottimo e caldo strumento per proteggere le orecchie della mia bambina. 

Lo sventolo all'uscita, strappando un sorriso all'aguzzina, e sapendo che da da questo momento sarò certamente una mamma migliore. 



venerdì 20 gennaio 2017

Parla con Lei


Comincio il 2017 cercando di mettere in pratica uno dei miei buoni propositi per l'anno nuovo: diventare una brava cittadina! 
Scrivo alla Circoscrizione 7 e al presidio di zona dei Vigili per segnalare la presenza costante di auto in sosta nella piazzetta sotto casa, anche quando i negozi sono chiusi e quindi non vige la scusa del carico e scarico. In realtà la comunicazione ha un altro scopo: capire la forma migliore per raccogliere consensi intorno alla proposta di chiudere la piazzetta all'accesso delle auto. Da qualche tempo è stata ristrutturata la ex- fontana, che si è trasformata in una area giochi; ci piacerebbe avere anche uno steccato intorno alla piazza per impedire ai bimbi di finire in strada mentre corrono. 
Ma questa è un'altra storia...



Per il momento non mi resta che confrontarmi con le risposte dell'amministrazione: tre diverse mail in cui mi dicono che la segnalazione è stata presa in carico e che qualcuno se ne occuperà. Non c'è bisogno di commentare: il contenuto parla da solo.

risposta del 10 gennaio da Informasette
Gentile signora Gotta,
la Circoscrizione 7 ha adottato, per le richieste di intervento e reclami riguardanti criticità e disservizi nel proprio territorio, un efficiente software collegato ad uno specifico indirizzo di posta elettronica che la invitiamo ad utilizzare in modo prioritario: segnalazioni7@comune.torino.it
Il programma attribuirà un numero identificativo personale tramite il quale potrà verificare lo stato della richiesta ed effettuare successive comunicazioni relative allo stesso argomento.
La ringraziamo per la collaborazione e porgiamo cordiali saluti.


risposta del 16 gennaio da Informasette/URP
Buongiorno,
la Sua richiesta con oggetto "Fwd: segnalazione uso improprio spazio pubblico" è stata inoltrata ai nostri uffici.
Alla richiesta è stato assegnato il seguente Codice Identificativo (ID):2017011610005913
In caso di ulteriori comunicazioni, inerenti al medesimo oggetto, è obbligatorio indicare sempre tale codice e utilizzare la funzione "Rispondi" per le successive comunicazioni via email.
Per verificare lo stato di avanzamento della richiesta cliccare sul seguente indirizzo:
https://servizi.comune.torino.it/cgi-bin/otrs/show.pl?Ticket=637209&Cid=flavia.gottaig@gmail.com

Grazie, cordiali saluti.

risposta del 18 gennaio da Informasette/URP
Buongiorno,
la ringraziamo per la comunicazione e provvediamo ad inoltrare al Contact Center della Polizia Municipale per le disposizioni del caso.
Cordiali saluti.


risposta del 20 gennaio dalla Polizia Municipale
Gentile Signora,
la Sua segnalazione è stata trasmessa alla Sezione territoriale 7^, per le verifiche del caso esposto.
Al termine degli accertamenti sarà informata sugli esiti.
Cordiali saluti

lunedì 2 gennaio 2017

Malefica e Babbo Natale

Riguardando per l'ennesima volta Maleficent durante le vacanze di Natale (in montagna non abbiamo il wifi e ci tocca la programmazione delle tre reti nazionali) sorge spontanea una domanda: ma Malefica esiste davvero? 

Secondo me Malefica sta al mondo delle fate come Babbo Natale a quello degli elfi... e se la vigilia di Natale abbiamo lasciato sul tavolo un piccolo spuntino per le renne, non vedo perché anche Malefica non possa avere la sua dose di bacche e licheni da mangiare prima di tornare alla sua brughiera. 

La polemica è giusto di questi giorni perché un infastidito direttore d'orchestra, al termine di un rumoroso concerto con un pubblico di bambini, ha perentoriamente dichiarato che Babbo Natale non esiste! 
Il direttore è stato prontamente sollevato dall'incarico dopo che l'istituzione musicale ha ricevuto numerose proteste  e richieste di risarcimento danni da parte dei genitori. 

Per dirimere la questione, ci può venire in aiuto in auto la tradizione; e niente come il cinema classico americano ha ormai sostituito nella nostra cultura il comune buon senso. La pellicola "Miracolo nella 34°strada" dimostra scientificamente l'esistenza di Babbo Natale  poiché le Poste hanno identificato il personaggio come destinatario di un certo numero di missive, con tanto di indirizzo; e sembra che in America sia considerato reato non recapitare la corrispondenza alla persona giusta. Ecco che il sistema legislativo americano, assimilabile al codice di Hammurabi come raccolta di improbabili regole popolari, salva quel pezzo di laica umanità che nelle feste si affida al rassicurante nonnetto in rosso. 

Malefica nel frattempo è diventata regina di una brughiera fantasy e incarna il vero amore materno, ridestando con un bacio la dormiente Aurora. Anche qui un colpo di genio cinematografico ribalta anni di dubbi e perplessità, trasformando la strega cattiva in una tenera e devota matrigna (all'anima di Propp). 

Tutto ciò ci insegna una unica grande verità: in caso di dubbio, il cinema americano ha sempre ragione. 



Il mistero delle chiavi scomparse

Saturno contro... è' evidente da mesi, da quando è cominciato il mistero delle chiavi scomparse. Secondo l'oroscopo 2016, nella seconda metà dell'anno si sarebbero potuti verificare eventi inspiegabili, che avrebbero potuto compromettere la nostra stabilità mentale. E così è stato, ma l'anno è appena finito e solo ora ci accingiamo a raccontare i fortunosi eventi, certi che il 2017 non ci potrà che portare miglioramenti. 




Ma procediamo con ordine. 

A fine agosto, tornando dalla Liguria, non trovo più le mie chiavi di casa di Torino: appartamento, cancello del cortile, bici mia e delle bambine... Per una settimana vado al lavoro a piedi e decidiamo di investire un capitale in ferramenta per fare un doppione dei tre lucchetti. 
Partiamo per la montagna e lasciamo ben 5 giorni di tempo ai ladri per usare le chiavi e introdursi nel nostro appartamento, per scoprire che il pezzo più pregiato da portare via sono i miei libri di storia dell'arte delle superiori. Al nostro ritorno nessuno aveva ripulito l'appartamento (magari!!!) e decidiamo quindi di evitare la nuova serratura. 
Sopporto i prolungati insulti di mio marito finchè anche lui non perde le chiavi della cantina; io non ho accesso al sottoscala e quini non posso avere colpa... 

Dopo molte settimane di indifferenza, ci decidiamo a scardinare la porta e ad accedere all'attrezzatura per lo sci, da provare assolutamente prima di partire per le vacanze di Natale. Nel frattempo recuperiamo anche qualche bottiglia di vino e accediamo alle scatole con le decorazioni per l'albero. Addobbiamo la casa, proviamo scarponi, misuriamo sci e finalmente prepariamo la valigia per la montagna. Dopo aver caricato la macchina, mettiamo le mani nella solito ripostiglio delle chiavi e ... del mazzo di chiavi dell'appartamento in montagna non c'è traccia! Uhm... il custode ci verrà in aiuto. 

Non perdiamoci d'animo e carichiamo gli sci... Ma la chiave del portasci era insieme al mazzo della cantina, perso mesi prima!
Un vaffanculo ci sta tutto. 


sabato 31 dicembre 2016

Finché c'è vino c'è speranza

Al suono di "finché c'è vino", i residenti di Borgo Rossini rispondono al Secret Side dei commercianti con il vin brulè di quartiere.
Appuntamento venerdì 23 dicembre in piazzetta, dalle 17,30 a oltranza, 
aperto a tutti tramite passaparola, chi abita li, chi ci ha abitato e si è appena trasferito, chi vorrebbe venire a venirci e chi ci passa per caso. 

ORGANIZZATORI
Silvia: amministratrice della chat e dell'evento fb, cuoca insuperata del vin brulè 
Flavia (io): animatrice social, passaparola, richiedente autorizzazione suolo pubblico 
Roberta: sostegno psicologico, morale e umorale per tutti noi


Si ringrazia per la preziosa collaborazione
Daniela: proprietaria del fornello su cui ha cotto il vin brulè

Davide: postazione vino con fornellino da campeggio e mattoni
Enrico: chitarra e voce
Caterina: soprano
Ilaria: tavolo pieghevole e paroliere
Cuochi volanti: biscotti tondi

L'atmosfera è delle migliori: non fa freddo, tutti portano qualcosa, ci sono regalini per tutti i bimbi, il vino è buonissimo e lo offriamo a tutti quelli passano. Cominciamo a cantare canzoni di Natale finchè Battisti non prende il sopravvento, ma fortunatamente è tanto che stiamo fuori, i bambini sono stanchi, è quasi ora di cena, forse è meglio ritirare...

Per l'occasione nasce la pagina fb "Social Street di Borgo Rossini" con cui vogliamo mettere in comune eventi e notizie del e dal quartiere. Cominciamo con gli auguri di Natale, ma abbiamo grandi progetti per il 2017: vogliamo la piazzetta recintata, una macelleria, una pescheria, un bancomat e perché no, pure una Casa del Quartiere!

Nel frattempo affiniamo l'arte della comunicazione: per l'anno prossimo ci sono ampi margini di miglioramento! Includiamo nella lista del passaparola tutti quei conoscenti che abbiamo incontrato nei due giorni successivi, entriamo in contatto con la Circoscrizione per vedere se ci regala almeno un panettone, anticipiamo l'evento per far partecipare anche i nostri amici già in partenza per le vacanze, mettiamo un cartello in piazzetta qualche giorno prima. 
E poi, come dice Silvia: "Sindaca, l'anno prossimo Natale coi fiocchi a Torino te lo organizziamo noi!"




venerdì 25 novembre 2016

Dietro la porta di casa mia


2006/2016: dieci anni esatti da quando siamo venuti a venire in BORGO ROSSINI, un quartiere che è diventato sia una casa che uno stile di vita.
Ricordo che all'epoca eravamo venuti a vedere un appartamento in Via Reggio, al quarto piano senza ascensore, entrata dal ballatoio, 4 stanze quadrate e anonime. Alla fine della visita ci siamo ritrovati in piazzetta e io ho subito pensato: ecco l'angolo di Torino dove vorrei vivere. 

E poi l'annuncio di Via Pisa 46: abbiamo detto subito di si, non abbiamo nemmeno contrattato sul prezzo. 

Una volta trasferiti abbiamo scoperto un nuovo mondo: dalle grosse finestre della cucina non si vedevano palazzi ma un viale alberato, Baldo annusava gli odori di erba e alberi sul Lungo Dora, in piazzetta spuntava ogni genere di negozio e con la pista ciclabile scorrazzavamo in lungo e in largo in città. 





Qui abbiamo visto trasferirsi vecchi amici e ne abbiamo trovati di nuovi e piano piano abbiamo capito che il quartiere vive di vita propria e raccoglie alcuni punti fermi imprescindibili, di cui non puoi più fare a meno una volta che li hai provati: jogging sul lungo dora, la granita da Torre, la piazzetta dopo la scuola, il cioccolato di Gobino.

Negli ultimi anni il quartiere sta subendo una crescita esponenziale che manco Manhattan negli anni 80; giovani professionisti hanno preso di mira la zona per trasferire qui i loro studi, mischiando grafici, architetti, stilisti, temporay shop e nuovi locali; il campus universtario porta nuove caffetterie col dehors e focaccerie; nascono nuovi trend come i pancake della ciclofficina, lo zabaione di Marchetti, lo sprtiz delle Panche. Noi ci siamo affezzionati a tal punto che, nell'ottica di ingrandirci, ci siamo messi a cercare casa a km "0", tra il ponte sulla Dora e Corso Verona. 

  

Ora però la situazione ci sta sfuggendo di mano... Sono bastati un paio di articoli su alcune riviste specializzate per far salire le quotazioni del quartiere alle stelle, comprese quelle immobiliari.
E a tutti noi cresce un po' l'ansia: 

- non puoi più scendere struccata a prendere il caffè perché la nuova torteria ha la coda fuori dalle 9 del mattino fino a tardi (Berlicabarbis)
- non puoi più fare comodamente l'esame del sangue al laboratorio di analisi sotto casa perché Il vecchio ospedale ospita mostre di arte contemporanea (The others)
- il dehors del ristorante si è trasformato in una serra futuristica (Dora in poi))
- non puoi fermarti a guardare la vetrina della libreria perché dentro c'è l'ennesimo reading (Il ponte sulla Dora)
- l'aperitivo popolare è stato sostituito da quello sofisticato con tapas e bollicine (Lumeria)
- non puoi andare a mangiare in pizzeria perché devi prenotare il mese prima (Rural)
- lo shopping ignorante non esiste più da quando ha aperto il negozio che vende emozioni (Petaloso)

Solo il kebabbaro ci salverà...




lunedì 7 novembre 2016

Compleanno Femminista

Quest'anno la rivoluzione passa dai fornelli! 
Per i 9 anni di Mia, esattamente a metà strada sulla via della maggiore età, festeggiamo con un appuntamento tutto al femminile, nella location femmina per eccellenza: la cucina! Ma non una cucina qualsiasi, bensì una cucina professionale: basta con le donne relegate al ruolo di pasticcere tra le mure di casa, basta con il grembiule sopra alla gonna a ruota e il filo di perle, basta con l'usura dei propri strumenti di lavoro. 



Ai tempi di Masterchef sia affitta una cucina professionale, si paga una cuoca professionista e si abbandonano le pargole per due ore in balia di impasti e farine.
Risultato: 8 teglie di biscotti con due varianti, con e senza cacao, alle mille forme, con spolverata di zuccheri canditi. 
Un plauso anche a me stessa perché sono riuscita a organizzare il compleanno senza creare un gruppo whatsapp!!!!

Occorrente: 
- 1 grembiule da cucina
- un elastico per capelli
- cuffietta per la doccia
- contenitore per portare a casa i biscotti

Ecco la ricetta: 
- 250 g di burro
- 150 gr di zucchero a velo
- 1 tuorlo
- pizzico di sale QB
- 300 gr di farina
- 30 gr di cacao (da aggiungere per la seconda versione)
Cuocere a 180 gradi in forno ben caldo per una decina di minuti. 

Le cuoche: 
Lisa, Eva, Giulia, Mia, Norma, Caterina, Emma, Denise












Per la location, si ringrazia Via Baltea e la cuoca Toni
http://www.viabaltea.it/